venerdì 29 marzo 2013

Magicka: Wizards of the Square Tablet

Lingua: Inglese
Piattaforma: Ios - 1.79 € / Android - 1.59€

Ah! Magicka! Un meraviglioso bug con un gioco intorno. Un gioco a dire il vero anche interessante con le sue combinazioni di elemento e lo humor molto spinto.

A sorpresa arriva un capitolo dedicato esclusivamente al mondo dei tablet/telefoni e, ancora più a sorpresa, il gioco sembra esente da glitch o gravi problemi di sorta.
Magicka rinuncia all'isometrico treddì della versione casalinga in favore di un ispirato scrolling bidimensionale abbastanza classico. I sistemi di controllo, ovviamente, sono semplificati perdendo del tutto la capacità di attacco con armi bianche ma in compenso il sistema touch sembra funzionare meglio rispetto all'arterioscleritico sistema shift+ctrl+alt+q+r+mouse sinistro+alza il piede destro+metti la mano sulla casella blu come twist.

Cliccando sulle icone degli elementi si creano le combinazioni elementali, cliccando su noi stessi si dirigono le suddette sul nostro personaggino, cliccando sui nemici invece si dirigono... vabbè avete capito insomma. A differenza dell'episodio su PC Magicka si offre molto più giocabile e immediato. Certo nelle situazione concitate non mancano quelli che vengono chiamati i momenti PRAC. Dicesi ovvero i momenti "Premi Roba A Cazzo" sullo schermo finendo la maggior parte delle volte per curare i mob nemici e tirarci da soli palle di fuoco in faccia. Ma infondo il divertimento di Magicka risiede anche in questo sistema leggermente ansiogeno.

Presente anche una modalità Multiplayer che permette il coop a 4 con esponenziale crescita di casino su schermo e di momenti PRAC (che ricordiamo essere proporzionalmente esponenziali al numero di giocatori). Ultima cosa immancabile come Paolini durante un servizio del TG1, un sistema di IAP interno che permette di  comprare conio d'oro. Chiaramente se non ci cliccate e fate finta che non esista andrà tutto per il meglio. Esattamente come con Paolini.

VOTO: 4 E' tornato anche Vlad che volete di più su 5

giovedì 14 marzo 2013

Ridiculous Fishing

Lingua: Inglese
Piattaforma: Ios - 2.59 €

Ridiculous Fishing a guardarlo su Youtube sembra una grossa rottura di palle. Quello che bisogna fare fondamentalmente è gettare un amo da pesca (che a giudicare dalla velocità con cui affonda sembra essere costituito d'osmio) cercando in tutti i modi di toccare i tonni che nuotano sotto la nostra barca. Se raggiungiamo il fondo o prendiamo uno dei merluzzi l'amo comincerà automaticamente a risalire. Quello è il momento in cui dovremo cercare di agganciare quante piu' sardine possibili. Il tutto si gioca con un tap e il giroscopio, semplice, pratico, veloce.

Che cambia rispetto ad altri giochi di pesca? Beh che una volta in superficie le trote verranno letteralmente lanciate in aria. Starà a noi sparargli con delle armi per prenderli e monetizzare. Inutile aggiungere che i soldi serviranno a sbloccare armi, strumenti (come una comodissima motosega trancia meduse) e cappellini dallo Store (ci teniamo a dirlo, PescaESparaAiSalmoni è assolutamente privo di qualsiasi forma di IAP!). A fare da contorno a tutto vari mondi da sbloccare e il simpatico Byrdr: una sorta di falso twitter interno dove riceveremo strani messaggi.

Ora Ridicolous Fishing oltre a essere il prossimo candidato perfetto per una campagna della PETA contro la violenza sugli animali nei videogiochi è quello che risponde perfettamente alla voce addicted. Non c'è molto più nelle dinamiche di gioco, ma quello che c'è funziona in modo così fluido da renderlo veramente divertente e ottimo per micro-sessioni di gioco. Certo il prezzo non è dei più competitivi ma la cura riposta nella creazione del prodotto è alta. Se non di essere acquistato merita almeno un posto di riguardo nella wish-list di AppShopper.

VOTO: 4 *BOOM* questo è per quel ferragosto del 94 rovinato stronza tracina di merda su 5

Year Walk

Lingua: Inglese
Piattaforma: Ios - 3.59 €

Una landa innevata. Il silenzio di una foresta inquietante e tetra. Un sentiero che si inoltra nel buio. Comincia così Year Walk. Senza tutorial, senza preamboli, senza un minimo indizio su cosa fare o dove andare. E rimane così fino alla fine. Mai veramente horror ma sempre sottilmente perturbante sia nella sua trama criptica sia nelle atmosfere inquietanti permeate fortemente dal folklore svedese che i due ragazzi di Simogo hanno messo su schermo.

Quello che molti non sanno è che Year Walk nasce da uno short movie script scritto da un amico degli sviluppatori, Jonas Tarestad. La sceneggiatura parlava appunto di una "passeggiata" mistica nelle foreste svedesi capace di dare visioni future e passate. Questa natalità si intravede in ogni momento di gioco. Non solo infatti Year Walk esce sul mercato accompagnato da un ulteriore (indispensabile) app chiamata Year Walk Companion che racchiude in sè una piccola enciclopedia sul lore (e non solo). Tutto il gioco ha l'aria di un racconto interattivo. Il sistema di Swipe & Slide che permette di muoversi tra le schermate non è lontano dallo sfogliare le pagine di un libro non-lineare e a-temporale. Perdendosi tra gli enigmi del gioco (che a onor di cronaca hanno poco di logico e molto di mnemonico, trovando comunque una dimensione narrativa molto integrata con la storia e riuscendo a volte a sfruttare il touch per dei tocchi di classe che rendono l'esperienza estremamente godibile) ci si lascia facilmente trasportare in una delle atmosfere piu' riuscite che un gioco su iPad ricordi (per certi versi la stessa cosa accadeva in The Room con le dovute differenze del caso). Condito da qualche momento di sano spavento Year Walk rappresenta per certi versi un antitesi al gioco "mobile" come lo conosciamo. Un Heavy Rain strettamente legato all'ambiente letterario piu' piu' che cinematografico. Ma soprattutto un esperienza capace di catturare i sensi e l'attenzione per la sua poca (giusta) durata.
Non costa tanto, dura anche meno, si "gioca" poco. Eppure sarà uno dei giochi mobile che ricorderete piu' a lungo. Probabilmente un esperimento simile su console sarebbe stato piu' azzardato o impossibile ma su tablet trova la sua dimensione ideale. Perchè per fortuna non vive solo di Angry Birds.VOTO: 5 dove cazzo sei maledetto corvo di merda su 5 e Lode con bacio accademico dalla strega brutta e cattiva della foresta coi gufi


venerdì 1 febbraio 2013

PIXEL PEOPLE

Lingua: Inglese
Piattaforma: Ios - Freemium

Pixel People è, sia per struttura che per confezione grafica, un gestionale perfettamente inscrivibile in quella serie di "aggettivo-a-random-builder" che piace tanto ai giovani e ai meno giovani e alle software che si prendono un euro per farci creare dei cespugli colorati. "Ma se ho già ventordici giga sul telefono occupati da Tiny Tower, Pocket Planes, Happy Street e tanti altri che motivo ho di cancellare le foto della laurea per fare spazio a Pixel People?" ci chiede Luca da Padova.

Considerando che metà delle foto di laurea mostrano persone mal vestite perdere ogni forma di dignità a causa dell'alcool, non vi servirebbe certo Pixel People per far sparire dalla circolazione ogni traccia compromettente. Se la cosa non dovesse bastare, caro Luca da Padova, sappi però che in questo gestionale dovremo partire alla colonizzazione dello spazio con un sindaco e un ingegnere (scelta opinabile, un po' come andare alla conquista di Marte portandoci dietro Renzi e Marchionne) così da dare vita a un mare di cloni! Mischiando fra loro i vari lavori sbloccheremo nuovi mestieri che a loro volta sbloccherano nuove strutture. La scoperta del minatore ci permetterà la costruzione della miniera che a sua volta ci permetterà di costruire le strade. Questo è il vero punto di forza che rende più appetibile l'altrimenti ormai ritrito sistema di creazione casa -> produzione moneta -> espansione territorio -> ???? -> Profit!

La cosa buona è che il sistema di IAP è veramente ridotto al minimo, i punti utopium servono giusto a creare qualche costruzione particolare e i soldi crescono rapidamente a patto che ci si ricordi di riattivare le strutture che puntualmente si fermano. Poco male perchè nell'attesa di vedere i nostri piccolo cloni nascere si possono raccogliere i soldi che crescono sugli alberi (certo che la tecnologia fa proprio passi da gigante) o premere sui cuori così da far innamorare le persone e far arrivare una cicogna carica di sorprese come soldi o cuccioli (si esattamente, l'unione idilliaca tra il nostro pompiere e la casalinga annoiata ha dato vita a un meraviglioso carlino, non fate domande, vi prego). Insomma un po' Doodle God (poco), un pò Sim City (poco), Pixel People si lascia giocare anche solo per il gusto di scoprire a cosà porterà l'ennesima combinazione tra un agricoltore e uno sceriffo. Se non vi siete ancora stufati del tutto di questo tipo di meccaniche è caldamente consigliato.
E ricordate che un pescatore e un atleta danno vita a un nuotatore professionista!

VOTO: 4 Ma se mischio un licaone con una nutria ottengo un armadillo su 5

domenica 13 gennaio 2013

DUNGELOT

Lingua: Inglese
Piattaforme: Ios - 0,89€ / Android - 0,76€ 

Dungelot is a fun casual roguelike that plays almost like a strategic Advent Calendar. Definizione piu' che calzante nello spiegare con pochissime parole l'ennesimo gioco in flash che dritto dal web arriva sui nostri dispositivi. La moda non è nuova ( ve lo ricordate BitDungeon ?) e a suo modo è un sintomo importante di come si sta muovendo parte del mondo videoludico all'interno di un terreno che fondamentalmente non gli appartiene.

Dungelot è un rougue-like "casual". Cosa che suona come un paradosso, del tipo mischiare il tamarindo e la polpa di prugne, ma che risulta vincente proprio nel suo saper far coesistere due anime di gioco tanto contrastanti.
Dopo aver scelto il personaggio vedremo solo la mappa del dungeon. A ricordarci equip e scelta ci penserà una piccola barra in bassa. Poi starà a noi e al nostro prode dito scoprire tassello per tassello l'ambiente in cui ci troviamo. Sotto ogni tassello che scopriamo potremo trovare uno scrigno, cuori per recuperare punti vita, conio e creaturi feroci. (Che si combattono semplicemente dandogli una botta sulla capoccia con la falange. Al massimo potete gridare a voce un urlo virile se aiuta a farvi sentire piu' partecipi ma in ogni cosa ci penserà il gioco a calcolare tutto tramite una complesso algoritmo: ovvero sottraendo agli HP un simpatico numero scritto vicino l'icona della spadina). Lo scopo di ogni livello è eliminare mostri fino a quando non ci verrà data la chiave che apre il livello sottostante. A ripulire la stanza completamente ci si guadagnano rewards e ulteriori tesori da scoprire che ci offrono oggetti o spells per potenziare/menare/marinare la feccia che incontriamo davanti la nostra discesa. Un gioco facilissimo da padroneggiare e neanche tanto difficile da giocare. Almeno i primi sei sette livelli si fanno semplicemente premendo indiscriminatamente su qualsiasi cosa per ripulire lo schermo e ripulire i bonus, man mano che si avanza l'uso di quest'ultimi per potenziare/depotenziare noi/gli avversari non diventano solo utili ma strettamente necessari.  Si muore perché ci si ritrova in forzata inferiorità. E allora si ricomincia, a prendere scrigni, monete e mazzate. Ma con estrema fluidità e senza la minima frustrazione. 

Questo è il punto di forza di Dungelot, offrire al giocatore un esperienza ricorsiva fluidificata che non lo sottragga all'idea, ormai quasi fuori-catalogo nella modernità, del perma-death ma in qualche modo alleggerisca le dinamiche circostanti in modo da renderla più digeribile. Un prodotto simile, fino a uno o due anni fa, non avrebbe assolutamente avuto nessun mercato su una console o su PC. Il Browser game ancora oggi non gode di così tanta fama da poter garantire una così grande visibilità. Eppure grazie all'avvento del Mobile Gaming l'apertura a un tipo di gioco più leggero e fruibile anche solo temporalmente ha svecchiato tutta una serie di dinamiche strutturali che rischiavano di perdersi o che magari non sarebbero mai esistite su una console da salotto. Forse sul Wii magari.
 Questo forse ci permette di dire che infondo non è il "Casual Gaming" il barbaro e fetente nemico da sconfiggere. Ma è colpa del Wii.
E' chiaramente colpa del Wii. E del fritto abruzzese per i malodori probabilmente..

VOTO: 4 c'è pure lo sprite della MUCCA ZOMBIE durante il caricamento su 5

lunedì 7 gennaio 2013

Karateka

Lingue: Italiano
Piattaforma: Ios - 2,69 €

Ve lo ricordate Prince Of Persia? Il vecchio platform o anche il nuovo (ormai manco tanto) Sands of Time che scordatevi la persia dei tappeti, dei gatti e delle tapparelle? Ecco prima di diventare famoso per Jaffar Jordan Mechner aveva già detto la sua nel mondo dei neonati videogiochi con il meno famoso (almeno per le nuove leve) Karateka. Motivo per cui, alla notizia di un presunto remake, la gente si era detta "Oh questo ha fatto resuscità la serie del principe d'oriente, chissà che ci tira fuori con questo?"
Caporetto. A voler riassumere quel che c'è di buono potremmo lasciar parlare lo screen-shoot dell'articolo. Si, c'è ancora il pollo da menare e la principessa Mulan... ehm Mariko da salvare. Punto. Le cose buone finiscono qua.
Nell'era dei Tablet, del casual-game, dell'easy-consuming e dell'Imu da pagare pure sulla seconda casa non è così assurdo pensare di trasformare Karateka in un clone di Infinity Blade. Il problema è se si decide di trasformarlo in un brutto clone di Infinity Blade.
Fondamentalmente la struttura è rimasta quella originale, si fa avanzare il nostro guerriero (tenendo il dito sullo schermo) e si combatte. Combattimento trasformato in un brutto rythm-game visto che l'unica cosa che ci viene chiesto di fare è parare una serie di colpi toccando lo schermo con il giusto tempismo e poi premere semplicemente come degli ossessi il touch per menare i vari colpi. Karateka si gioca con un dito. Letteralmente.
Il problema è che "il gioco" manco ci prova a cercare di essere qualcosa di piu' del tapping su schermo. Non uno slide, un minimo di tattica, di abilità, di strategia, una micro-transazione, niente.
La differenza tra giocare questo o Theatrhythm o semplicemente tappare lo schermo per sfogliare una rivista online è praticamente nulla. L'unica elemento di varietà viene da una barra di stordimento che si carica man mano che eseguiamo delle parate e dei fiori sparsi lungo la strada per recuperare punti ferita.

Tip. Tap. Tap. (Jordan Mechner prova Karateka o Ginger Rogers durante le prove).

Altro da dire su Karateka non c'è. Ah si se muore il nostro protagonista ne arriva un altro, e se muore lui un altro ancora. Escamotage carino per non mettere sull'HUD il classico counter delle tre vite. Per quanto carina come cosa serve veramente a poco. Va bene la scelta di allargarlo a un pubblico più ampio. Va bene che sui tablet vige la regola di gameplay piu' semplice ed immediatoe va bene che tanti altri giochi interagiscono con l'utente chiedendogli semplcimente di tappare il monitor. Ma Groove Coaster è divertente, questo no. Siamo veramente sotto il minimo sindacale.

VOTO: 1 tappetetappetestaceppa Mechner, torna a fa i principi di saltare che è meglio su 5 


domenica 30 dicembre 2012

Blazing Star

Lingua: Inglese.
Piattaforme: Ios / Android - 0,89€

Blazing Star, cugino di terzo grado del nonno che il fratello c'aveva na zia che era vicina di casa di R-Type, fa parte di quella nutrita schiera di porting che su cellulare stanno ridando vita a quel brutto e cattivo genere che era lo shoot'em up. Pace all'anima sua.

DotEmu non è nuova a porting di titoli piu' o meno blasonati (almeno per chi all'epoca c'era) dei gloriosi anni 90: Another World e Metal Slug giusto per dirne due. Cosa ammirevole se non fosse che non sempre la cosa gli riesce alla perfezione. Con Blazing Star la conversione riesce bene ma non del tutto benissimo. Tra le poche aggiunte all'originale troviamo qualche filtro grafico che migliora leggeramente la grafica, la classica introduzione di auto-fire e "continue" infiniti. Queste ultime due features facilitano parecchio le cose ma per chi ha nostalgia dei brividi da coin-up c'è la possibilità di disabilitare tutto.  Quello che lascia un pochino perplessi è l'uso del virtual-pad e/o del fast-touch, se il primo è la classica croce a schermo (giocateci voi se siete boni) il secondo sfrutta il fatto di poter muovere il dito sullo schermo così da poter muovere la nostra navicella, sistema collaudato e funzionante alla perfezione nei titoli Cave ma che qui sembra non del tutto reattivo. Certo siamo su un altro campo da gioco, in Blazing Star i proiettili colorati non mancano ma a farla da padrone sono la raccolta dei power-up per le nostre armi e l'abilità sta piu' nel saper eliminare l'eliminabile e meno schivare lo schivabile (bestemmiando il bestemmiabile sempre e comunque). Però se si è abituati a muovere con leggiadrezza il proprio indice su Espgaluda o Dodonpachi qua bisogna fare i conti con un sistema di guida decisamente piu' lento e meno immediato.

Questione di un pochino di pratica, una volta prese le misure siamo comunque di fronte a un ottimo porting. Soprattutto in risposta a chi ancora si ostina a ritenere il "touch" screen una tecnologia poco adatta al controllo dei videogiochi quando invece perfino un genere duro e crudo, come quello degli shooter, si reinventa in una nuova dimensione tattile senza far troppo rimpiangere lo stick falloidale ma pur rimanendo estremamente divertente.
Sempre si vi piace il genere, altrimenti siete delle persone brutte dentro, tipo che c'avete un brutto fegato e un pancreas antipatico.

VOTO: 4 Pium pium shhh imma charge mah lazeeerz su 5

PS: Leggende narrano (e per leggende intendo Wikipedia) che l'uso della parola "fail" nel gergo internettiano derivi proprio dalla schermata di game over del gioco che proponeva la storica frase "You fail it! Your skill is not enough, see you next time, bye-bye!"

giovedì 20 dicembre 2012

BIT DUNGEON

Lingua: Inglese.
Piattaforme: Ios- 0,89 €

Bit Dungeon. Non ne parleremo molto per il semplice motivo che se vi intriga potete trovate il gioco su Kongregate così da poterlo provare in prima persona, meglio di così!

Rougue-Like e Binding Of Isaac. Con queste due parole penso chiunque si sia fatto un idea  Bit Dungeon. Varie stanze che vanno ripulite da qualsiasi amenità presente prima di proseguire oltre, l'immancabile Boss di fine livello e una runa per il salvataggio che fa tirare il fiato. Per il resto niente di piu' niente di meno di quanto non ci si aspetti, oggetti da droppare e bestemmie da mandare per ogni morte.
La cosa che sorprende di Bit Dungeon è che il porting su touch-screen non fa rimpiangere piu' di tanto il sistema di controllo piu' classico, basta cliccare su un punto dello schermo e l'omino si sposterà automaticamente lì, cliccare sul mob invece farà partire le sequenze di attacchi. Punto.
Non ci sono veramente molti altri comandi, e meno ancora altre dinamiche in questo titolo, che nonostante ciò riesce assolutamente a svolgere egregiamente il suo lavoro merito un reparto grafico molto ispirato. Meritevole soprattutto per la scelta di non optare per il solito twin-stick virtuale BitDungeon dimostra che se ci si sbatte un minimo si riesce a trovare un sistema di controllo decente anche per generi che proprio oh su Tablet io sta roba non ce la gioco manco morto.
Se vi siete rotti di giocare a 100 Rogues e volete cambiare forse Bit Dungeon è il titolo che fa per voi, provatelo

Gratis su Kongregate: http://www.kongregate.com/games/KintoGames/bit-dungeon

VOTO: 3 E' Natale damogli sto mezzo punto in piu' che pure con questo ci abbiamo fatto nottata su 5.

sabato 8 dicembre 2012

BALDUR'S GATE - ENHANCED EDITION

Lingua: Inglese.
Piattaforme: Ios -8.99€ / Android - TBA

Baldur's Gate: ovvero uno di quei motivi per far esclamare alla gente frasi tipo "si stava meglio quando si stava in isometrico" (che sta al pari di "Non ci sono piu' i drop di una volta" e poco sotto "Turni e buoi dei Gdr tuoi"). Siamo nelle prime polverose pagine della storia dei videogiochi e se qualcuno non conoscesse vita-morte-miracoli del gioco che ha praticamente cambiato la faccia dei gdr occidentali moderni, premere due tastini su google non fa consumare le falangette.
Insomma evitiamo la solita tiritera su cosa è Baldur's Gate e passiamo direttamente al punto saliente, Baldur's Gate su Tablet funziona o no!?
Togliamoci il dente: Si. Funziona. E pure abbastanza bene.
Chiamiamo le cose con il loro nome però: BG-ED non è un remake nel senso stretto della parola, e non è nemmeno un "grosso" ri-ammodernamento. BG-ED per lo piu' tolte quelle due tre cose aggiunte è un porting.
E questo fa parecchie differenza, perchè apparte l'UI ridisegnata (ma se la memoria non mi inganna questo vuol dire semplicemente spostare le icone per sfruttare la risoluzione wide) e alcune meccaniche aggiornate (aggiornate vuol dire che usa il set di D&D di BG2, siamo ancora nell'era del 56k praticamente) resta comunque un gioco di millemila anni fa. Che fa ancora la sua onesta e parca figura nonostante la grafica da Dos.
Comandare col dito non fa rimpiangere il mouse, è vero, ma nonostante sia stato tutto snellito rimane (soprattutto per gli standard odierni) un gioco pesante da gestire. Attenzione, non parliamo della difficoltà o meno intrinseca del gioco, parliamo del fatto che azioni chiave e procedure (raffinate negli arco dell'evoluzione del genere) qui non sono state minimamente toccate. BG ci riporta letteralmente indietro nel tempo a "come" si giocavano i gdr anni e anni fa. Ci dimostra, con l'incommensurabile aiuto del capitan senno-di-poi, che infondo avere sedicimila bottoni per fare quelle due tre cose che oh, se proprio te le fa la CPU in automatico a me mica mi fa schifo, non era poi sta GRANDISSIMA FICATA che uno pensava.
Resta un gioco "grosso"e appagante, sicuramente piu' di qualsiasi altro gioco mobile per contenuti, a costo di perderci davvero del tempo sopra. Un gioco che richiede pazienza, non proprio la prima virtù che uno usa quando gioca su cellulare o tablet: Utente avvisato.

NOTARE BENE:
1 - Sembra il gioco vada solo su IOS6: E' giunto in momento di levare dalla cucina quel brutto tagliere tutto rovinato e metterci il vostro iPad First-Gen. (Voci parlavano di una possibile patch)
2 -  Il gioco è in inglese, ma SEMBRA che nei vari update a venire possano venire aggiunte altre lingue.
3 - Il porting è fatto bene, ma introdurre un sistema di auto-save un pochino piu' performante non sarebbe stato male, tutta la parte di menu relativa alle opzioni, caricamente e compagnia è stata presa di pari passo dalla versione PC, non vi spaventate se vedete nelle voci "sensibilità del mouse" o "opzioni della tastiera". La Apple non vi sta nascondendo nulla di strano per Ios7, sul serio.

VOTO: 4 Memoria storica dei Gdr su 5 Ma so già che finirà con "AHH BIOWARE LO VEDI NON E' SOLO DRAGONAGE2" e quindi un pochino, come tutte glorificazioni del passato, me lo fa stare un pochino sui coglioni.

venerdì 30 novembre 2012

WAR OF ECLIPSE

Lingua: Inglese
Piattaforme: Ios (Universale)- 0.89 €

Game Stew si è già fatta conoscere, e amare, per quella piccola droga chiamato Tower Of Fortune.
Quindi che fai!? Esce un gioco nuovo e non lo provi!?

War Of Eclipse riprende l'idea del setting verticale da giocare con un solo bottone. La grafica che questi signori sanno fare è estremamente semplicistica quanto affascinante, pastellosa ma tremendamente ispirata e tutto a coadiuvare (e l'ho scritto senza l'aiuto di google) e una trama assolutamente innovativa! E per innovativo si intende che c'è tipo un disastro strano con la classica palla di morte che distrugge Tok... la città. Come se non bastasse la suddetta viene invasa dagli ange... mostri lasciando i poveri umani pronti a difendersi con dei rob... navi volanti).

Tolto il background narrativo resta un gioco semplice ma tremendamente efficace, se Tower Of Fortune era una slot-machine travestita da Gdr, WOE decide di puntare sul timing per gestire i combattimenti contro gli innumerevoli avversari.
Ovvero, si sceglie l'equip della nostra navetta, si fa scorta di munizione e si va incontro al marrano di turno. Una piccola barra in basso ci mostra quando la nostra nave sarà pronta a fare fuoco, un piccolo cursore va fermato su un'area della barra molto piccola (critical hit) media (normal hit) o si manca il tiro. Piccole variazioni spezzano la monotonia (che comunque sale abbastanza presto) proponendo fughe da nemici, combattimenti in caduta libera con le navi che si danneggiano e molti pezzi di equipaggiamento che attivano abilità e cambiano statistiche della nostra nave.

Insomma poche idee, ma buone, in questo War Of The Eclipse. Come Tower Of Fortune punta su un sistema semplice che sia immediato da giocare anche in brevissimi momenti morti ma correla il tutto di quel minimo impianto di ricompense che permette di tenere alta l'attenzione e sperare che quella maledetta vecchietta in metro si alzi e ci lasci sedere che c'abbiamo un polipone volante da abbattare ci abbiamo!

VOTO: 3.5 Ondablud'angelo su 5

venerdì 2 novembre 2012

MONSTER WARLORD


Lingua: Inglese
Piattaforme: Ios (Universale) - Free Android - Free.

Monster Warlord fa parte di quei giochi freemium che dimostrano come le microtransazioni possono diventare il male assoluto in mani sbagliate.
Siamo di fronte all'ennesima variazione del "monster farmer" pokemonoso con animaletti da potenziare, allevare e far menare tramite quest abbastanza ambigue.
E per abbastanza ambigue intendo  "mi state prendendo per il culo"? perchè la "quest" consiste in una scritta con il nome della suddetta e un bottone DO IT per farla. Avete capito bene, si clicca sul bottone, appare l'EXP fatto e i soldi guadagnati, si ripete la cosa tre quattro volte e si aspettano due ore per acquisire punti azioni necessari.

Press A for Awesome!

I combattimenti!? Uguali, si clicca su attack, si vede un animazione pezzentissima, si va avanti.
Mi perdonerete se non ho avuto il coraggio di andare avanti e vedere il funzionamento del multiplayer o dello shop.
Capiamoci, io non ho niente contro le schermate fisse, davvero, hanno accompagnato tutti in noi in tante ore solitarie alla scoperta di noi stessi prima dell'invenzione dello streaming però: 4.5 stelle su Google Play Store, 3.5 stelle su AppleStore. Qualche domanda te la fai.

VOTO: Lo dirò in rima, piuttosto che con questo giocare meglio il proprio membro asportare. Su cinque.



STATIC QUEST: THE DELIVERY

Lingua: Inglese
Piattaforme: Ios (Universale) - Free Android - Free

Strano gioco Static Quest. Strano perchè lo vedi e ti dici "Va bene che i prefissi di Quest se li sono fregati quasi tutti, ma perchè Static?". Domanda importante che ti passa subito dalla mente quando vedi che il filmato di presentazione ti mostra un camioncino dell'UPS che fa un incidente.

Un camioncino dell'UPS.

Con tanto di stemmino giallo eh. Il che volendo già lo candida a best game ever di ogni epoca e tempo. Poi cominci a giocare a sto strano giochino dove l'autiere dell'UPS forte di una morale quasi Kantiana decide che no, vaffanculo, caschi il mondo io sto pacco lo devo consegnare. Così cominci a picchiare dei piccoli vermetti blu usciti da Another World. Picchia forte forte a destra, picchia forte forte a sinistra, a destra, a sinistra, di nuovo a destra.
Ed ecco che meravigliosamente si spiega il motivo dell'aggettivo Static!

Praticamente nel gioco non c'è altro, il corriere si trova al centro dello schermo, una serie di mob si avvicinano inesorabili da ambo i lati e noi possiamo scegliere se menare prima quelli a destra, poi quelli a sinistra, e viceversa. La cosa viene resa piu' vivace da varie armi, melee e ranged, da sbloccare a ogni run di gioco (che dura, in verità, molto poco soprattutto all'inizio dove basta un occhio con la coda da diavolo a farti esplodere in una pozza di sangue).

Static Quest è strano perchè lo provi e la prima cosa che pensi è quando quello stronzo di UPS ti ha smarrito venti euro di pacco. Poi picchia destra picchia a sinistra dopo cinque minui sei là che stai per premere il tasto Home e chiudere tutto ma qualcosa ti spinge a continuare. Forse per vedere come ti sta quel cappellino da mago, forse per vedere se tirando su Strenght quello stronzo vermetto muore prima, fatto sta che nella sua estrema limitatezza si lascia giocare. Magari lo provi una volta e poi non lo riaprì piu', ma per quel che costa (cioè niente) vale la pena darci un occhio..

VOTO: 2 punto probabilmente ci giocate una volta e basta però per perdere una mezz'ora di tempo vale la pena provarlo/5

HE-MAN - THE MOST POWERFUL GAME IN THE UNIVERSE

Lingua: Inglese
Piattaforma: Ios (Universale) 0,89€

Nononstante l'età io He-Man non me lo ricordo proprio bene, quindi niente recensioni strappalacrime su quanti so belli i ricordi dei cartoni anni 80, anzi a me i cartoni anni 80 stanno pure un pochino sulle palle.

Questo per dire che nonostante il fascino del piu'-forte-dell-universo sul sottoscritto ha lo stesso appeal di una foca che guarda il tramonto, il gioco di He-Man è un action-platform decisamente coi coglioni smerigliati.
La cosa che lo fa spiccare rispetto ad altri prodotti, oltre la direzione artistica decisamente ispirata che sceglie (per fortuna) di puntare su una forte ironia, è che incredibile ma vero: i contro touch funzionano.
Lo swipe destra-sinistra permette di far muovere il nostro simpatico mutandone muscoloso, un tocco sul lato destro permette di attaccare mentre uno swipe verso l'altro esegue il salto.
Ora, l'idea di mettere il tocco per l'attacco e lo swipe per il salto sullo stesso lato magari non è genialissimo ma con un pochino di pratica si evita la tipica situazione di incomprensione dei controlli (ovvero che attacco-salto-attacco-attacco si trasforma in salto-salto-attacco-salto-morte). Aggiungiamoci che il level design non richiede di fare strane capriole sul touch-screen ma permette di giocare in modo molto fluido.

Per il resto c'è dentro tutto l'universo di He-Man (e credo questo faccia il piacere di tutti perchè a differenza mia la scelta di acquisto è piu' per il personaggio che non per il gioco in se) e i livelli sono abbastanza variegati da tenere alto l'interesse. Praticamente abbiamo un gioco del 2000 con un protagonista degli anni 80 e un gameplay degli anni 90, insomma facciamo felici grandi e piccini!

Ci sono pure i livelli con la lava che sale e scende!

Si c'è il fremium system anche qua, potete spendere altri 80 centesimi per acquistare soldoni in grado di sbloccare le varie abilità del personaggio (e per quelle ad alto livello farmare soldi in-game è un pochino difficile) e ci sono le maledette tre stellette a ogni livello.

VOTO: 4/5 perchè è un bel action/platform, se vi piace il personaggio mettetici pure mezzo punto in piu', ma togliete mezzo punto perchè ci sono le stellette, fate il riporto di uno e sommate due terzi.

DEVIL'S ATTORNEY

Lingua: Inglese
Piattaforme: Ios (Universale) 2,69€  Android 2,86€

Ora, capisco che è facile confonderli ma chiariamo subito che tale Devil's Attorney non ha NULLA a che vedere col famoso gioco DS di avvocatare con cui è stato scambiato fin dai primi trailer. I titoli sono simili, alcune scelte grafiche pure, ma le somiglianze finiscono qui.

Devil's Attorney, da ora DevilCoso per comodità, si divide fondamentalmente in due macro sezioni: 1) Arredare la nostra casa con oggetti che aumentano le skill del nostro mascelluto protagonista 2) Scegliere la causa da vincere a colpi di abilità tipiche di un qualsiasi Gdr a turni.

Ora, la prima parte può essere vista o come un modo come l'altro di offrire potenziamenti contestualizzandoli nel gioco, o come una feroce critica alla classe giuridica, detentori del glorioso lascito romano della LEGGE e del DIRITTO ma smarriti tra i banconi dell'Ikea.
La seconda parte, invece, si basa appunto su un flebile combattimento tra i due giurati: prove avversarie, testimoni e compagnia hanno un valore di attacco che abbassa la nostra barra di energ... ehm la barra di colpevolezza del nostro difeso. Se scende a zero, è la fine cit.
Il problema grosso è che il gioco è calibrato a membrodicanide, a livelli di difficoltà bassi si può semplicemente premere a caso, a livelli di difficoltà alti si finisce per andare avanti a cercare l'unica combinazione di skill che porti alla vittoria manco fosse un puzzle-game.

Per il resto il gioco è tutto qua. Si prende qualche potenziamento, si fa l'ennessimo comba... ehm causa, è facilotto ed estremamente ripetitivo. Funziona bene per il primo quarto d'ora ma sulla lunga il rischio di stanca è alto. Considerando che l'umorismo e il tipo di ambientazione salva un pochino la baracca non è proprio un esperimento del tutto fallito, a patto di sapere a cosa si va incontro.

VOTO: Da una scala da zero a Better Call Saul siamo circa sui livelli Perry Mason, diciamo 2/5 perchè non ce la fà, se proprio vi intriga l'ambientazione e l'umorismo delle varie cause aggiungete un +1.

giovedì 1 novembre 2012

ARC SQUADRON


Lingua: Inglese
Piattaforma: Ios (Universale) 0.89€

Che hanno in comune Kid Icarus, Star Fox e Arc Squadron!?

Uno di questi ha dei controlli di merda, un 3D fastidioso e delle sezioni a terra incasinate. Un altro è sparito dalla circolazione da anni. Un altro è uno shooter carino, graficamente appagante e che si gioca con un dito solo (basta premere sul monitor per spostare la nostra aereonavicellaspazialedellamorte, appena il mirino finirà su un oggetto nemico quest'ultima sparerà in automatico) e che nel tutorial ci richiede espressamente di fare un BARREL ROLL (GOTY!).

Per il resto, upgrade della armi? Check! Upgrade della nave? Check! Il classico punteggio a fine livello a cinque stellette? Check-ha-rotto-il-cazzo-però. A voler cercare il pelo nell'uovo si nota una certa staticità dello sfondo, dando un pochino troppo l'idea che la nostra nave resti sospesa in uno spazio bidimensionale senza veramente volare in profondità. Restano navette da distruggere, asteroidi da evitare e BARREL ROLL da fare.
BARREL ROLL EVERYWHERE!!

VOTO: 3.5/5


KNIGHTS OF PEN & PAPER



Lingua: Inglese
Piattaforme: Ios (Universale) 1,79€ - Android 1,54€

Praticamente l'idea di fare un gruppo di maghetti e guerrieri di picchiare i sorci pareva un pochino troppo scontata ai simpatici sviluppatori di Knights Of Pen & Paper. Quindi per ovviare a cotanta banalità si è deciso di inserire nel gioco anche il gruppo di loschi figuri che giocano seduti al fido tavolino compagno di mille avventure con i giochi di ruolo cartacei.

Uah, il meta-game!

Praticamente il gioco è un GDR a turni semplice ma abbastanza vasto. Nei panni del dungeon master possiamo creare le nostre quest (che poi si risolve in cerca due tozzi di pane e uccidi sei ratti, o uccidi sei ratti, o salva la nonna uccidendo sei ratti) e nei panni dei giocatori sfruttare le nostre peculiari abilità (quattro, quasi piu' di quelle di un qualsiasi gioco Bioware) per completarle. Simpatica la scelta  di far si che ogni personaggio abbia due classi, ovvero quella del gioco (la classica scelta varia fra le classi che un qualsiasi giocatore di giuochi di ruolo cartacei conosce) e quella della vita reale (L'Hipster Cleric non ha prezzo, no sul serio).

E IL FREMIUM!? E LE FOIBE? Ci sono (il fremium, le foibe non mi pare) i soliti soldoni virtuali da acquistare (ma si farmano abbastanza facilmente anche solo giocando) in valuta reale così da poter mettere le mani su oggetti da mettere nella camera che fa da sfondo alle nostre mirabolanti avventure, dalle macchine delle bibite a tappeti di dubbio gusto che cambiano le varie statistiche dei "giocatori" (quelli dentro il gioco, non voi!).

Insomma, ha la grafica pixellosa, è abbastanza pieno di cose da fare se si perde tempo nei menu di crafting e shop, si gioca in verticale (cosa che quando si è appesi in metropolitana in precario equilibrio è quantomeno utile) e una sessione di risolve anche in pochi secondi.
Ve l'ho già detto che c'è l'Hipster Cleric!?

VOTO: 3.5/5