Lingua: Inglese
Piattaforma: Ios - Freemium
Pixel People è, sia per struttura che per confezione grafica, un gestionale perfettamente inscrivibile in quella serie di "aggettivo-a-random-builder" che piace tanto ai giovani e ai meno giovani e alle software che si prendono un euro per farci creare dei cespugli colorati. "Ma se ho già ventordici giga sul telefono occupati da Tiny Tower, Pocket Planes, Happy Street e tanti altri che motivo ho di cancellare le foto della laurea per fare spazio a Pixel People?" ci chiede Luca da Padova.
Considerando che metà delle foto di laurea mostrano persone mal vestite perdere ogni forma di dignità a causa dell'alcool, non vi servirebbe certo Pixel People per far sparire dalla circolazione ogni traccia compromettente. Se la cosa non dovesse bastare, caro Luca da Padova, sappi però che in questo gestionale dovremo partire alla colonizzazione dello spazio con un sindaco e un ingegnere (scelta opinabile, un po' come andare alla conquista di Marte portandoci dietro Renzi e Marchionne) così da dare vita a un mare di cloni! Mischiando fra loro i vari lavori sbloccheremo nuovi mestieri che a loro volta sbloccherano nuove strutture. La scoperta del minatore ci permetterà la costruzione della miniera che a sua volta ci permetterà di costruire le strade. Questo è il vero punto di forza che rende più appetibile l'altrimenti ormai ritrito sistema di creazione casa -> produzione moneta -> espansione territorio -> ???? -> Profit!
La cosa buona è che il sistema di IAP è veramente ridotto al minimo, i punti utopium servono giusto a creare qualche costruzione particolare e i soldi crescono rapidamente a patto che ci si ricordi di riattivare le strutture che puntualmente si fermano. Poco male perchè nell'attesa di vedere i nostri piccolo cloni nascere si possono raccogliere i soldi che crescono sugli alberi (certo che la tecnologia fa proprio passi da gigante) o premere sui cuori così da far innamorare le persone e far arrivare una cicogna carica di sorprese come soldi o cuccioli (si esattamente, l'unione idilliaca tra il nostro pompiere e la casalinga annoiata ha dato vita a un meraviglioso carlino, non fate domande, vi prego). Insomma un po' Doodle God (poco), un pò Sim City (poco), Pixel People si lascia giocare anche solo per il gusto di scoprire a cosà porterà l'ennesima combinazione tra un agricoltore e uno sceriffo. Se non vi siete ancora stufati del tutto di questo tipo di meccaniche è caldamente consigliato.
E ricordate che un pescatore e un atleta danno vita a un nuotatore professionista!
VOTO: 4 Ma se mischio un licaone con una nutria ottengo un armadillo su 5
venerdì 1 febbraio 2013
PIXEL PEOPLE
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domenica 13 gennaio 2013
DUNGELOT
Lingua: Inglese
Piattaforme: Ios - 0,89€ / Android - 0,76€
Dungelot is a fun casual roguelike that plays almost like a strategic Advent Calendar. Definizione piu' che calzante nello spiegare con pochissime parole l'ennesimo gioco in flash che dritto dal web arriva sui nostri dispositivi. La moda non è nuova ( ve lo ricordate BitDungeon ?) e a suo modo è un sintomo importante di come si sta muovendo parte del mondo videoludico all'interno di un terreno che fondamentalmente non gli appartiene.
Dungelot è un rougue-like "casual". Cosa che suona come un paradosso, del tipo mischiare il tamarindo e la polpa di prugne, ma che risulta vincente proprio nel suo saper far coesistere due anime di gioco tanto contrastanti.
Dopo aver scelto il personaggio vedremo solo la mappa del dungeon. A ricordarci equip e scelta ci penserà una piccola barra in bassa. Poi starà a noi e al nostro prode dito scoprire tassello per tassello l'ambiente in cui ci troviamo. Sotto ogni tassello che scopriamo potremo trovare uno scrigno, cuori per recuperare punti vita, conio e creaturi feroci. (Che si combattono semplicemente dandogli una botta sulla capoccia con la falange. Al massimo potete gridare a voce un urlo virile se aiuta a farvi sentire piu' partecipi ma in ogni cosa ci penserà il gioco a calcolare tutto tramite una complesso algoritmo: ovvero sottraendo agli HP un simpatico numero scritto vicino l'icona della spadina). Lo scopo di ogni livello è eliminare mostri fino a quando non ci verrà data la chiave che apre il livello sottostante. A ripulire la stanza completamente ci si guadagnano rewards e ulteriori tesori da scoprire che ci offrono oggetti o spells per potenziare/menare/marinare la feccia che incontriamo davanti la nostra discesa. Un gioco facilissimo da padroneggiare e neanche tanto difficile da giocare. Almeno i primi sei sette livelli si fanno semplicemente premendo indiscriminatamente su qualsiasi cosa per ripulire lo schermo e ripulire i bonus, man mano che si avanza l'uso di quest'ultimi per potenziare/depotenziare noi/gli avversari non diventano solo utili ma strettamente necessari. Si muore perché ci si ritrova in forzata inferiorità. E allora si ricomincia, a prendere scrigni, monete e mazzate. Ma con estrema fluidità e senza la minima frustrazione.
Questo è il punto di forza di Dungelot, offrire al giocatore un esperienza ricorsiva fluidificata che non lo sottragga all'idea, ormai quasi fuori-catalogo nella modernità, del perma-death ma in qualche modo alleggerisca le dinamiche circostanti in modo da renderla più digeribile. Un prodotto simile, fino a uno o due anni fa, non avrebbe assolutamente avuto nessun mercato su una console o su PC. Il Browser game ancora oggi non gode di così tanta fama da poter garantire una così grande visibilità. Eppure grazie all'avvento del Mobile Gaming l'apertura a un tipo di gioco più leggero e fruibile anche solo temporalmente ha svecchiato tutta una serie di dinamiche strutturali che rischiavano di perdersi o che magari non sarebbero mai esistite su una console da salotto. Forse sul Wii magari.
Questo forse ci permette di dire che infondo non è il "Casual Gaming" il barbaro e fetente nemico da sconfiggere. Ma è colpa del Wii.
E' chiaramente colpa del Wii. E del fritto abruzzese per i malodori probabilmente..
VOTO: 4 c'è pure lo sprite della MUCCA ZOMBIE durante il caricamento su 5
Piattaforme: Ios - 0,89€ / Android - 0,76€
Dungelot is a fun casual roguelike that plays almost like a strategic Advent Calendar. Definizione piu' che calzante nello spiegare con pochissime parole l'ennesimo gioco in flash che dritto dal web arriva sui nostri dispositivi. La moda non è nuova ( ve lo ricordate BitDungeon ?) e a suo modo è un sintomo importante di come si sta muovendo parte del mondo videoludico all'interno di un terreno che fondamentalmente non gli appartiene.
Dungelot è un rougue-like "casual". Cosa che suona come un paradosso, del tipo mischiare il tamarindo e la polpa di prugne, ma che risulta vincente proprio nel suo saper far coesistere due anime di gioco tanto contrastanti.
Dopo aver scelto il personaggio vedremo solo la mappa del dungeon. A ricordarci equip e scelta ci penserà una piccola barra in bassa. Poi starà a noi e al nostro prode dito scoprire tassello per tassello l'ambiente in cui ci troviamo. Sotto ogni tassello che scopriamo potremo trovare uno scrigno, cuori per recuperare punti vita, conio e creaturi feroci. (Che si combattono semplicemente dandogli una botta sulla capoccia con la falange. Al massimo potete gridare a voce un urlo virile se aiuta a farvi sentire piu' partecipi ma in ogni cosa ci penserà il gioco a calcolare tutto tramite una complesso algoritmo: ovvero sottraendo agli HP un simpatico numero scritto vicino l'icona della spadina). Lo scopo di ogni livello è eliminare mostri fino a quando non ci verrà data la chiave che apre il livello sottostante. A ripulire la stanza completamente ci si guadagnano rewards e ulteriori tesori da scoprire che ci offrono oggetti o spells per potenziare/menare/marinare la feccia che incontriamo davanti la nostra discesa. Un gioco facilissimo da padroneggiare e neanche tanto difficile da giocare. Almeno i primi sei sette livelli si fanno semplicemente premendo indiscriminatamente su qualsiasi cosa per ripulire lo schermo e ripulire i bonus, man mano che si avanza l'uso di quest'ultimi per potenziare/depotenziare noi/gli avversari non diventano solo utili ma strettamente necessari. Si muore perché ci si ritrova in forzata inferiorità. E allora si ricomincia, a prendere scrigni, monete e mazzate. Ma con estrema fluidità e senza la minima frustrazione.
Questo è il punto di forza di Dungelot, offrire al giocatore un esperienza ricorsiva fluidificata che non lo sottragga all'idea, ormai quasi fuori-catalogo nella modernità, del perma-death ma in qualche modo alleggerisca le dinamiche circostanti in modo da renderla più digeribile. Un prodotto simile, fino a uno o due anni fa, non avrebbe assolutamente avuto nessun mercato su una console o su PC. Il Browser game ancora oggi non gode di così tanta fama da poter garantire una così grande visibilità. Eppure grazie all'avvento del Mobile Gaming l'apertura a un tipo di gioco più leggero e fruibile anche solo temporalmente ha svecchiato tutta una serie di dinamiche strutturali che rischiavano di perdersi o che magari non sarebbero mai esistite su una console da salotto. Forse sul Wii magari.
Questo forse ci permette di dire che infondo non è il "Casual Gaming" il barbaro e fetente nemico da sconfiggere. Ma è colpa del Wii.
E' chiaramente colpa del Wii. E del fritto abruzzese per i malodori probabilmente..
VOTO: 4 c'è pure lo sprite della MUCCA ZOMBIE durante il caricamento su 5
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Wii è il male.
lunedì 7 gennaio 2013
Karateka
Lingue: Italiano
Piattaforma: Ios - 2,69 €
Ve lo ricordate Prince Of Persia? Il vecchio platform o anche il nuovo (ormai manco tanto) Sands of Time che scordatevi la persia dei tappeti, dei gatti e delle tapparelle? Ecco prima di diventare famoso per Jaffar Jordan Mechner aveva già detto la sua nel mondo dei neonati videogiochi con il meno famoso (almeno per le nuove leve) Karateka. Motivo per cui, alla notizia di un presunto remake, la gente si era detta "Oh questo ha fatto resuscità la serie del principe d'oriente, chissà che ci tira fuori con questo?"
Caporetto. A voler riassumere quel che c'è di buono potremmo lasciar parlare lo screen-shoot dell'articolo. Si, c'è ancora il pollo da menare e la principessa Mulan... ehm Mariko da salvare. Punto. Le cose buone finiscono qua.
Nell'era dei Tablet, del casual-game, dell'easy-consuming e dell'Imu da pagare pure sulla seconda casa non è così assurdo pensare di trasformare Karateka in un clone di Infinity Blade. Il problema è se si decide di trasformarlo in un brutto clone di Infinity Blade.
Fondamentalmente la struttura è rimasta quella originale, si fa avanzare il nostro guerriero (tenendo il dito sullo schermo) e si combatte. Combattimento trasformato in un brutto rythm-game visto che l'unica cosa che ci viene chiesto di fare è parare una serie di colpi toccando lo schermo con il giusto tempismo e poi premere semplicemente come degli ossessi il touch per menare i vari colpi. Karateka si gioca con un dito. Letteralmente.
Il problema è che "il gioco" manco ci prova a cercare di essere qualcosa di piu' del tapping su schermo. Non uno slide, un minimo di tattica, di abilità, di strategia, una micro-transazione, niente.
La differenza tra giocare questo o Theatrhythm o semplicemente tappare lo schermo per sfogliare una rivista online è praticamente nulla. L'unica elemento di varietà viene da una barra di stordimento che si carica man mano che eseguiamo delle parate e dei fiori sparsi lungo la strada per recuperare punti ferita.
Tip. Tap. Tap. (Jordan Mechner prova Karateka o Ginger Rogers durante le prove).
Altro da dire su Karateka non c'è. Ah si se muore il nostro protagonista ne arriva un altro, e se muore lui un altro ancora. Escamotage carino per non mettere sull'HUD il classico counter delle tre vite. Per quanto carina come cosa serve veramente a poco. Va bene la scelta di allargarlo a un pubblico più ampio. Va bene che sui tablet vige la regola di gameplay piu' semplice ed immediatoe va bene che tanti altri giochi interagiscono con l'utente chiedendogli semplcimente di tappare il monitor. Ma Groove Coaster è divertente, questo no. Siamo veramente sotto il minimo sindacale.
VOTO: 1 tappetetappetestaceppa Mechner, torna a fa i principi di saltare che è meglio su 5
Piattaforma: Ios - 2,69 €
Ve lo ricordate Prince Of Persia? Il vecchio platform o anche il nuovo (ormai manco tanto) Sands of Time che scordatevi la persia dei tappeti, dei gatti e delle tapparelle? Ecco prima di diventare famoso per Jaffar Jordan Mechner aveva già detto la sua nel mondo dei neonati videogiochi con il meno famoso (almeno per le nuove leve) Karateka. Motivo per cui, alla notizia di un presunto remake, la gente si era detta "Oh questo ha fatto resuscità la serie del principe d'oriente, chissà che ci tira fuori con questo?"
Caporetto. A voler riassumere quel che c'è di buono potremmo lasciar parlare lo screen-shoot dell'articolo. Si, c'è ancora il pollo da menare e la principessa Mulan... ehm Mariko da salvare. Punto. Le cose buone finiscono qua.
Nell'era dei Tablet, del casual-game, dell'easy-consuming e dell'Imu da pagare pure sulla seconda casa non è così assurdo pensare di trasformare Karateka in un clone di Infinity Blade. Il problema è se si decide di trasformarlo in un brutto clone di Infinity Blade.
Fondamentalmente la struttura è rimasta quella originale, si fa avanzare il nostro guerriero (tenendo il dito sullo schermo) e si combatte. Combattimento trasformato in un brutto rythm-game visto che l'unica cosa che ci viene chiesto di fare è parare una serie di colpi toccando lo schermo con il giusto tempismo e poi premere semplicemente come degli ossessi il touch per menare i vari colpi. Karateka si gioca con un dito. Letteralmente.
Il problema è che "il gioco" manco ci prova a cercare di essere qualcosa di piu' del tapping su schermo. Non uno slide, un minimo di tattica, di abilità, di strategia, una micro-transazione, niente.
La differenza tra giocare questo o Theatrhythm o semplicemente tappare lo schermo per sfogliare una rivista online è praticamente nulla. L'unica elemento di varietà viene da una barra di stordimento che si carica man mano che eseguiamo delle parate e dei fiori sparsi lungo la strada per recuperare punti ferita.
Tip. Tap. Tap. (Jordan Mechner prova Karateka o Ginger Rogers durante le prove).
Altro da dire su Karateka non c'è. Ah si se muore il nostro protagonista ne arriva un altro, e se muore lui un altro ancora. Escamotage carino per non mettere sull'HUD il classico counter delle tre vite. Per quanto carina come cosa serve veramente a poco. Va bene la scelta di allargarlo a un pubblico più ampio. Va bene che sui tablet vige la regola di gameplay piu' semplice ed immediatoe va bene che tanti altri giochi interagiscono con l'utente chiedendogli semplcimente di tappare il monitor. Ma Groove Coaster è divertente, questo no. Siamo veramente sotto il minimo sindacale.
VOTO: 1 tappetetappetestaceppa Mechner, torna a fa i principi di saltare che è meglio su 5
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Karateka,
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Maccio,
Mechner,
Prince Of Persia
domenica 30 dicembre 2012
Blazing Star
Lingua: Inglese.
Piattaforme: Ios / Android - 0,89€
Blazing Star, cugino di terzo grado del nonno che il fratello c'aveva na zia che era vicina di casa di R-Type, fa parte di quella nutrita schiera di porting che su cellulare stanno ridando vita a quel brutto e cattivo genere che era lo shoot'em up. Pace all'anima sua.
DotEmu non è nuova a porting di titoli piu' o meno blasonati (almeno per chi all'epoca c'era) dei gloriosi anni 90: Another World e Metal Slug giusto per dirne due. Cosa ammirevole se non fosse che non sempre la cosa gli riesce alla perfezione. Con Blazing Star la conversione riesce bene ma non del tutto benissimo. Tra le poche aggiunte all'originale troviamo qualche filtro grafico che migliora leggeramente la grafica, la classica introduzione di auto-fire e "continue" infiniti. Queste ultime due features facilitano parecchio le cose ma per chi ha nostalgia dei brividi da coin-up c'è la possibilità di disabilitare tutto. Quello che lascia un pochino perplessi è l'uso del virtual-pad e/o del fast-touch, se il primo è la classica croce a schermo (giocateci voi se siete boni) il secondo sfrutta il fatto di poter muovere il dito sullo schermo così da poter muovere la nostra navicella, sistema collaudato e funzionante alla perfezione nei titoli Cave ma che qui sembra non del tutto reattivo. Certo siamo su un altro campo da gioco, in Blazing Star i proiettili colorati non mancano ma a farla da padrone sono la raccolta dei power-up per le nostre armi e l'abilità sta piu' nel saper eliminare l'eliminabile e meno schivare lo schivabile (bestemmiando il bestemmiabile sempre e comunque). Però se si è abituati a muovere con leggiadrezza il proprio indice su Espgaluda o Dodonpachi qua bisogna fare i conti con un sistema di guida decisamente piu' lento e meno immediato.
Questione di un pochino di pratica, una volta prese le misure siamo comunque di fronte a un ottimo porting. Soprattutto in risposta a chi ancora si ostina a ritenere il "touch" screen una tecnologia poco adatta al controllo dei videogiochi quando invece perfino un genere duro e crudo, come quello degli shooter, si reinventa in una nuova dimensione tattile senza far troppo rimpiangere lo stick falloidale ma pur rimanendo estremamente divertente.
Sempre si vi piace il genere, altrimenti siete delle persone brutte dentro, tipo che c'avete un brutto fegato e un pancreas antipatico.
VOTO: 4 Pium pium shhh imma charge mah lazeeerz su 5
PS: Leggende narrano (e per leggende intendo Wikipedia) che l'uso della parola "fail" nel gergo internettiano derivi proprio dalla schermata di game over del gioco che proponeva la storica frase "You fail it! Your skill is not enough, see you next time, bye-bye!"
Piattaforme: Ios / Android - 0,89€
Blazing Star, cugino di terzo grado del nonno che il fratello c'aveva na zia che era vicina di casa di R-Type, fa parte di quella nutrita schiera di porting che su cellulare stanno ridando vita a quel brutto e cattivo genere che era lo shoot'em up. Pace all'anima sua.
DotEmu non è nuova a porting di titoli piu' o meno blasonati (almeno per chi all'epoca c'era) dei gloriosi anni 90: Another World e Metal Slug giusto per dirne due. Cosa ammirevole se non fosse che non sempre la cosa gli riesce alla perfezione. Con Blazing Star la conversione riesce bene ma non del tutto benissimo. Tra le poche aggiunte all'originale troviamo qualche filtro grafico che migliora leggeramente la grafica, la classica introduzione di auto-fire e "continue" infiniti. Queste ultime due features facilitano parecchio le cose ma per chi ha nostalgia dei brividi da coin-up c'è la possibilità di disabilitare tutto. Quello che lascia un pochino perplessi è l'uso del virtual-pad e/o del fast-touch, se il primo è la classica croce a schermo (giocateci voi se siete boni) il secondo sfrutta il fatto di poter muovere il dito sullo schermo così da poter muovere la nostra navicella, sistema collaudato e funzionante alla perfezione nei titoli Cave ma che qui sembra non del tutto reattivo. Certo siamo su un altro campo da gioco, in Blazing Star i proiettili colorati non mancano ma a farla da padrone sono la raccolta dei power-up per le nostre armi e l'abilità sta piu' nel saper eliminare l'eliminabile e meno schivare lo schivabile (bestemmiando il bestemmiabile sempre e comunque). Però se si è abituati a muovere con leggiadrezza il proprio indice su Espgaluda o Dodonpachi qua bisogna fare i conti con un sistema di guida decisamente piu' lento e meno immediato.
Questione di un pochino di pratica, una volta prese le misure siamo comunque di fronte a un ottimo porting. Soprattutto in risposta a chi ancora si ostina a ritenere il "touch" screen una tecnologia poco adatta al controllo dei videogiochi quando invece perfino un genere duro e crudo, come quello degli shooter, si reinventa in una nuova dimensione tattile senza far troppo rimpiangere lo stick falloidale ma pur rimanendo estremamente divertente.
Sempre si vi piace il genere, altrimenti siete delle persone brutte dentro, tipo che c'avete un brutto fegato e un pancreas antipatico.
VOTO: 4 Pium pium shhh imma charge mah lazeeerz su 5
PS: Leggende narrano (e per leggende intendo Wikipedia) che l'uso della parola "fail" nel gergo internettiano derivi proprio dalla schermata di game over del gioco che proponeva la storica frase "You fail it! Your skill is not enough, see you next time, bye-bye!"
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continue.,
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Shoot'em up
giovedì 20 dicembre 2012
BIT DUNGEON
Lingua: Inglese.
Piattaforme: Ios- 0,89 €
Bit Dungeon. Non ne parleremo molto per il semplice motivo che se vi intriga potete trovate il gioco su Kongregate così da poterlo provare in prima persona, meglio di così!
Rougue-Like e Binding Of Isaac. Con queste due parole penso chiunque si sia fatto un idea Bit Dungeon. Varie stanze che vanno ripulite da qualsiasi amenità presente prima di proseguire oltre, l'immancabile Boss di fine livello e una runa per il salvataggio che fa tirare il fiato. Per il resto niente di piu' niente di meno di quanto non ci si aspetti, oggetti da droppare e bestemmie da mandare per ogni morte.
La cosa che sorprende di Bit Dungeon è che il porting su touch-screen non fa rimpiangere piu' di tanto il sistema di controllo piu' classico, basta cliccare su un punto dello schermo e l'omino si sposterà automaticamente lì, cliccare sul mob invece farà partire le sequenze di attacchi. Punto.
Non ci sono veramente molti altri comandi, e meno ancora altre dinamiche in questo titolo, che nonostante ciò riesce assolutamente a svolgere egregiamente il suo lavoro merito un reparto grafico molto ispirato. Meritevole soprattutto per la scelta di non optare per il solito twin-stick virtuale BitDungeon dimostra che se ci si sbatte un minimo si riesce a trovare un sistema di controllo decente anche per generi che proprio oh su Tablet io sta roba non ce la gioco manco morto.
Se vi siete rotti di giocare a 100 Rogues e volete cambiare forse Bit Dungeon è il titolo che fa per voi, provatelo
Gratis su Kongregate: http://www.kongregate.com/games/KintoGames/bit-dungeon
VOTO: 3 E' Natale damogli sto mezzo punto in piu' che pure con questo ci abbiamo fatto nottata su 5.
Piattaforme: Ios- 0,89 €
Bit Dungeon. Non ne parleremo molto per il semplice motivo che se vi intriga potete trovate il gioco su Kongregate così da poterlo provare in prima persona, meglio di così!
Rougue-Like e Binding Of Isaac. Con queste due parole penso chiunque si sia fatto un idea Bit Dungeon. Varie stanze che vanno ripulite da qualsiasi amenità presente prima di proseguire oltre, l'immancabile Boss di fine livello e una runa per il salvataggio che fa tirare il fiato. Per il resto niente di piu' niente di meno di quanto non ci si aspetti, oggetti da droppare e bestemmie da mandare per ogni morte.
La cosa che sorprende di Bit Dungeon è che il porting su touch-screen non fa rimpiangere piu' di tanto il sistema di controllo piu' classico, basta cliccare su un punto dello schermo e l'omino si sposterà automaticamente lì, cliccare sul mob invece farà partire le sequenze di attacchi. Punto.
Non ci sono veramente molti altri comandi, e meno ancora altre dinamiche in questo titolo, che nonostante ciò riesce assolutamente a svolgere egregiamente il suo lavoro merito un reparto grafico molto ispirato. Meritevole soprattutto per la scelta di non optare per il solito twin-stick virtuale BitDungeon dimostra che se ci si sbatte un minimo si riesce a trovare un sistema di controllo decente anche per generi che proprio oh su Tablet io sta roba non ce la gioco manco morto.
Se vi siete rotti di giocare a 100 Rogues e volete cambiare forse Bit Dungeon è il titolo che fa per voi, provatelo
Gratis su Kongregate: http://www.kongregate.com/games/KintoGames/bit-dungeon
VOTO: 3 E' Natale damogli sto mezzo punto in piu' che pure con questo ci abbiamo fatto nottata su 5.
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Kongragate,
Morte,
Picchia ai mostri,
Rouge Like,
Se more tanto
sabato 8 dicembre 2012
BALDUR'S GATE - ENHANCED EDITION
Lingua: Inglese.
Piattaforme: Ios -8.99€ / Android - TBA
Baldur's Gate: ovvero uno di quei motivi per far esclamare alla gente frasi tipo "si stava meglio quando si stava in isometrico" (che sta al pari di "Non ci sono piu' i drop di una volta" e poco sotto "Turni e buoi dei Gdr tuoi"). Siamo nelle prime polverose pagine della storia dei videogiochi e se qualcuno non conoscesse vita-morte-miracoli del gioco che ha praticamente cambiato la faccia dei gdr occidentali moderni, premere due tastini su google non fa consumare le falangette.
Insomma evitiamo la solita tiritera su cosa è Baldur's Gate e passiamo direttamente al punto saliente, Baldur's Gate su Tablet funziona o no!?
Togliamoci il dente: Si. Funziona. E pure abbastanza bene.
Chiamiamo le cose con il loro nome però: BG-ED non è un remake nel senso stretto della parola, e non è nemmeno un "grosso" ri-ammodernamento. BG-ED per lo piu' tolte quelle due tre cose aggiunte è un porting.
E questo fa parecchie differenza, perchè apparte l'UI ridisegnata (ma se la memoria non mi inganna questo vuol dire semplicemente spostare le icone per sfruttare la risoluzione wide) e alcune meccaniche aggiornate (aggiornate vuol dire che usa il set di D&D di BG2, siamo ancora nell'era del 56k praticamente) resta comunque un gioco di millemila anni fa. Che fa ancora la sua onesta e parca figura nonostante la grafica da Dos.
Comandare col dito non fa rimpiangere il mouse, è vero, ma nonostante sia stato tutto snellito rimane (soprattutto per gli standard odierni) un gioco pesante da gestire. Attenzione, non parliamo della difficoltà o meno intrinseca del gioco, parliamo del fatto che azioni chiave e procedure (raffinate negli arco dell'evoluzione del genere) qui non sono state minimamente toccate. BG ci riporta letteralmente indietro nel tempo a "come" si giocavano i gdr anni e anni fa. Ci dimostra, con l'incommensurabile aiuto del capitan senno-di-poi, che infondo avere sedicimila bottoni per fare quelle due tre cose che oh, se proprio te le fa la CPU in automatico a me mica mi fa schifo, non era poi sta GRANDISSIMA FICATA che uno pensava.
Resta un gioco "grosso"e appagante, sicuramente piu' di qualsiasi altro gioco mobile per contenuti, a costo di perderci davvero del tempo sopra. Un gioco che richiede pazienza, non proprio la prima virtù che uno usa quando gioca su cellulare o tablet: Utente avvisato.
NOTARE BENE:
1 - Sembra il gioco vada solo su IOS6: E' giunto in momento di levare dalla cucina quel brutto tagliere tutto rovinato e metterci il vostro iPad First-Gen. (Voci parlavano di una possibile patch)
2 - Il gioco è in inglese, ma SEMBRA che nei vari update a venire possano venire aggiunte altre lingue.
3 - Il porting è fatto bene, ma introdurre un sistema di auto-save un pochino piu' performante non sarebbe stato male, tutta la parte di menu relativa alle opzioni, caricamente e compagnia è stata presa di pari passo dalla versione PC, non vi spaventate se vedete nelle voci "sensibilità del mouse" o "opzioni della tastiera". La Apple non vi sta nascondendo nulla di strano per Ios7, sul serio.
VOTO: 4 Memoria storica dei Gdr su 5 Ma so già che finirà con "AHH BIOWARE LO VEDI NON E' SOLO DRAGONAGE2" e quindi un pochino, come tutte glorificazioni del passato, me lo fa stare un pochino sui coglioni.
Piattaforme: Ios -8.99€ / Android - TBA
Baldur's Gate: ovvero uno di quei motivi per far esclamare alla gente frasi tipo "si stava meglio quando si stava in isometrico" (che sta al pari di "Non ci sono piu' i drop di una volta" e poco sotto "Turni e buoi dei Gdr tuoi"). Siamo nelle prime polverose pagine della storia dei videogiochi e se qualcuno non conoscesse vita-morte-miracoli del gioco che ha praticamente cambiato la faccia dei gdr occidentali moderni, premere due tastini su google non fa consumare le falangette.
Insomma evitiamo la solita tiritera su cosa è Baldur's Gate e passiamo direttamente al punto saliente, Baldur's Gate su Tablet funziona o no!?
Togliamoci il dente: Si. Funziona. E pure abbastanza bene.
Chiamiamo le cose con il loro nome però: BG-ED non è un remake nel senso stretto della parola, e non è nemmeno un "grosso" ri-ammodernamento. BG-ED per lo piu' tolte quelle due tre cose aggiunte è un porting.
E questo fa parecchie differenza, perchè apparte l'UI ridisegnata (ma se la memoria non mi inganna questo vuol dire semplicemente spostare le icone per sfruttare la risoluzione wide) e alcune meccaniche aggiornate (aggiornate vuol dire che usa il set di D&D di BG2, siamo ancora nell'era del 56k praticamente) resta comunque un gioco di millemila anni fa. Che fa ancora la sua onesta e parca figura nonostante la grafica da Dos.
Comandare col dito non fa rimpiangere il mouse, è vero, ma nonostante sia stato tutto snellito rimane (soprattutto per gli standard odierni) un gioco pesante da gestire. Attenzione, non parliamo della difficoltà o meno intrinseca del gioco, parliamo del fatto che azioni chiave e procedure (raffinate negli arco dell'evoluzione del genere) qui non sono state minimamente toccate. BG ci riporta letteralmente indietro nel tempo a "come" si giocavano i gdr anni e anni fa. Ci dimostra, con l'incommensurabile aiuto del capitan senno-di-poi, che infondo avere sedicimila bottoni per fare quelle due tre cose che oh, se proprio te le fa la CPU in automatico a me mica mi fa schifo, non era poi sta GRANDISSIMA FICATA che uno pensava.
Resta un gioco "grosso"e appagante, sicuramente piu' di qualsiasi altro gioco mobile per contenuti, a costo di perderci davvero del tempo sopra. Un gioco che richiede pazienza, non proprio la prima virtù che uno usa quando gioca su cellulare o tablet: Utente avvisato.
NOTARE BENE:
1 - Sembra il gioco vada solo su IOS6: E' giunto in momento di levare dalla cucina quel brutto tagliere tutto rovinato e metterci il vostro iPad First-Gen. (Voci parlavano di una possibile patch)
2 - Il gioco è in inglese, ma SEMBRA che nei vari update a venire possano venire aggiunte altre lingue.
3 - Il porting è fatto bene, ma introdurre un sistema di auto-save un pochino piu' performante non sarebbe stato male, tutta la parte di menu relativa alle opzioni, caricamente e compagnia è stata presa di pari passo dalla versione PC, non vi spaventate se vedete nelle voci "sensibilità del mouse" o "opzioni della tastiera". La Apple non vi sta nascondendo nulla di strano per Ios7, sul serio.
VOTO: 4 Memoria storica dei Gdr su 5 Ma so già che finirà con "AHH BIOWARE LO VEDI NON E' SOLO DRAGONAGE2" e quindi un pochino, come tutte glorificazioni del passato, me lo fa stare un pochino sui coglioni.
Etichette:
Android,
Anni 90,
Baldur's Gate,
Bioware,
Dragon Age 2,
ENhanced Edition,
Gdr,
Hardcore game.,
Ios,
Ios6,
Tablet
venerdì 30 novembre 2012
WAR OF ECLIPSE
Lingua: Inglese
Piattaforme: Ios (Universale)- 0.89 €
Game Stew si è già fatta conoscere, e amare, per quella piccola droga chiamato Tower Of Fortune.
Quindi che fai!? Esce un gioco nuovo e non lo provi!?
War Of Eclipse riprende l'idea del setting verticale da giocare con un solo bottone. La grafica che questi signori sanno fare è estremamente semplicistica quanto affascinante, pastellosa ma tremendamente ispirata e tutto a coadiuvare (e l'ho scritto senza l'aiuto di google) e una trama assolutamente innovativa! E per innovativo si intende che c'è tipo un disastro strano con la classica palla di morte che distrugge Tok... la città. Come se non bastasse la suddetta viene invasa dagli ange... mostri lasciando i poveri umani pronti a difendersi con dei rob... navi volanti).
Tolto il background narrativo resta un gioco semplice ma tremendamente efficace, se Tower Of Fortune era una slot-machine travestita da Gdr, WOE decide di puntare sul timing per gestire i combattimenti contro gli innumerevoli avversari.
Ovvero, si sceglie l'equip della nostra navetta, si fa scorta di munizione e si va incontro al marrano di turno. Una piccola barra in basso ci mostra quando la nostra nave sarà pronta a fare fuoco, un piccolo cursore va fermato su un'area della barra molto piccola (critical hit) media (normal hit) o si manca il tiro. Piccole variazioni spezzano la monotonia (che comunque sale abbastanza presto) proponendo fughe da nemici, combattimenti in caduta libera con le navi che si danneggiano e molti pezzi di equipaggiamento che attivano abilità e cambiano statistiche della nostra nave.
Insomma poche idee, ma buone, in questo War Of The Eclipse. Come Tower Of Fortune punta su un sistema semplice che sia immediato da giocare anche in brevissimi momenti morti ma correla il tutto di quel minimo impianto di ricompense che permette di tenere alta l'attenzione e sperare che quella maledetta vecchietta in metro si alzi e ci lasci sedere che c'abbiamo un polipone volante da abbattare ci abbiamo!
VOTO: 3.5 Ondablud'angelo su 5
Piattaforme: Ios (Universale)- 0.89 €
Game Stew si è già fatta conoscere, e amare, per quella piccola droga chiamato Tower Of Fortune.
Quindi che fai!? Esce un gioco nuovo e non lo provi!?
War Of Eclipse riprende l'idea del setting verticale da giocare con un solo bottone. La grafica che questi signori sanno fare è estremamente semplicistica quanto affascinante, pastellosa ma tremendamente ispirata e tutto a coadiuvare (e l'ho scritto senza l'aiuto di google) e una trama assolutamente innovativa! E per innovativo si intende che c'è tipo un disastro strano con la classica palla di morte che distrugge Tok... la città. Come se non bastasse la suddetta viene invasa dagli ange... mostri lasciando i poveri umani pronti a difendersi con dei rob... navi volanti).
Tolto il background narrativo resta un gioco semplice ma tremendamente efficace, se Tower Of Fortune era una slot-machine travestita da Gdr, WOE decide di puntare sul timing per gestire i combattimenti contro gli innumerevoli avversari.
Ovvero, si sceglie l'equip della nostra navetta, si fa scorta di munizione e si va incontro al marrano di turno. Una piccola barra in basso ci mostra quando la nostra nave sarà pronta a fare fuoco, un piccolo cursore va fermato su un'area della barra molto piccola (critical hit) media (normal hit) o si manca il tiro. Piccole variazioni spezzano la monotonia (che comunque sale abbastanza presto) proponendo fughe da nemici, combattimenti in caduta libera con le navi che si danneggiano e molti pezzi di equipaggiamento che attivano abilità e cambiano statistiche della nostra nave.
Insomma poche idee, ma buone, in questo War Of The Eclipse. Come Tower Of Fortune punta su un sistema semplice che sia immediato da giocare anche in brevissimi momenti morti ma correla il tutto di quel minimo impianto di ricompense che permette di tenere alta l'attenzione e sperare che quella maledetta vecchietta in metro si alzi e ci lasci sedere che c'abbiamo un polipone volante da abbattare ci abbiamo!
VOTO: 3.5 Ondablud'angelo su 5
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